| Fatih Akin |
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| Scritto da Sergio Pugnalin | ||||||
| Mercoledì 14 Aprile 2010 09:17 | ||||||
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Fatih Akin, Fatih Akın... chiamatelo come volete... comunque... Quest'uomo è un genio... L'ho scoperto un po' di anni fa, come molti musicofili, attraverso Crossing the bridge... per poi conoscerene gli altri registri con La sposa turca - decisamente più drammatico - e, più avanti, con il complesso e multilivello Ai confini del paradiso... Di quest'ultimo film, veramente in equilibrio tra le tante sensibilità e registri del regista turco-tedesco (lo definirei così, più che il contrario...), segnalo la presenza della musica di Kazim Koyunçu, quale leit-motiv della pellicola, e un finale tra i più belli che io ricordi: l'attesa del rientro di una barca, una scena sospesa, di fronte al mare... che meraviglia! Sapendo che è uscito di recente con un film decisamente nei toni della commedia (Soul kitchen, che però non sono riuscito ancora a vedere!), ho fatto qualche ricerca... e ho scovato un bel film, godibilissimo, del 2000, che rivela già l'anima giocherellona di Akin: Im juli (in luglio), storia di un improbabile viaggio attraverso i Balcani di un'improbabile "coppia! Consigliato! Insomma, un altro regista immigrato di seconda generazione, che fa della sua condizione "eccentrica" una cifra della sua arte, che rende la propria "identità multipla" protagonista della sua poetica... È in buona compagnia: Tony Gatlif, Atom Egoyan... ma questa è un'altra storia, e ci rifletterò un'altra volta!
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| Ultimo aggiornamento Mercoledì 14 Aprile 2010 09:34 |







